Imprenditoria femminile in STEM

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Tale linea di ricerca ha un duplice obiettivo:

  • mettere in discussione le consolidate letture sull'imprenditoria femminile interpretata o come una scelta di necessità (fattori push) dettata ad esempio dal bisogno di conciliare lavoro e famiglia o come un tentativo di sfuggire alle barriere del lavoro dipendente per ritagliarsi maggiori spazi di autonomia e di realizzazione personale (fattori pull). Entrambe le spiegazioni, infatti, configurando una sorta di perdita, hanno spesso tralasciato i processi attivi di costruzione e di arricchimento intrapresi dalle donne in questi campi.
  • analizzare i modelli di imprenditoria femminile nei campi ad alta tecnologia anche per mettere in discussione la presunta neutralità rispetto al genere del sapere e della coscienza scientifica e analizzare se esiste uno specifico modello di innovazione sostenibile costruito da queste imprese.

 


 

In Italia, nel 2014, il 53% dei laureati in scienze, matematica e informatica sono donne, contro una media OECD pari al 39% (Oecd, 2017).

 

 

Infografica Stem Osif

 

Le imprese guidate da donne in Italia sono 1.321.862 nel 2016 (Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere) ma sono concentrate in settori a basso valore aggiunto.

 

Valori 2016

  Femminili Totali
Agricoltura, silvicoltura e pescacoltura 16,40% 12,50%
Industria 11,50% 23,80%
Servizi 65,80% 57,20%
Commercio 27,80% 25,50%
Servizi di alloggio e ristorazione 9,70% 7,20%
Altre attività di servizi 9,10% 3,90%
Altre attività di servizi alla persona 8,70% 3,20%